INTESTINO

Ruolo dei probiotici

Il termine probiotico, letteralmente per la vita, identifica i batteri ai quali sono associati benefici per la salute dell'uomo e degli animali.

Per saperne di più
Il ruolo dei fermenti lattici probiotici e prebiotici - YOVIS REGOLA

PROBIOTICI

Fino dagli inizi del secolo scorso, il premio Nobel Elie Metchnikoff osservò che i batteri assunti con gli alimenti sono capaci di modificare la flora batterica intestinale, sostituendo microrganismi dannosi per l’organismo con altri utili. Successivamente, l’osservazione nelle feci di soggetti sani, di particolari batteri assenti in quelle di soggetti con diarrea, ha suggerito che la somministrazione di batteri “buoni” potesse ripristinare la fisiologica microflora intestinale.

Secondo il Ministero della Sanità (2005), per ALIMENTI PROBIOTICI si intendono quegli ALIMENTI che contengono in numero sufficientemente elevato microorganismi (microorganismi probiotici) vivi ed attivi, in grado di raggiungere l’intestino ed esercitare un’azione di equilibrio sulla microflora intestinale attraverso una COLONIZZAZIONE DIRETTA.

QUALI CARATTERISTICHE DEVONO AVERE?

Per essere definiti tali, i PROBIOTICI assunti per bocca devono superare l’ambiente acido dello stomaco e sopravvivere fino all’intestino, dove possono modificare la microflora batterica (microbiota), un complesso ecosistema composto da circa 300-500 specie batteriche che, in condizioni di salute, si mantiene più o meno costante.

Un CEPPO PROBIOTICO - così viene definito un tipo omogeneo di batteri - deve innanzitutto essere caratterizzato, e quindi ben definito. Ogni specie di batteri (Lactobacillus, Bifidobacterium, Saccharomyces, ecc.) comprende ceppi diversi (es. Lactobacillus bulgaricus, Lactobacillus johnsonii LA1, Lactobacillus rhamnosus GG, ecc.) con benefici differenti, che solo la caratterizzazione consente di attribuire correttamente al probiotico.

I PREBIOTICI

Il termine PREBIOTICO indica quelle sostanze d’uso alimentare che, non essendo né digeribili né assorbibili dall’intestino, sono tuttavia estremamente importanti nel favorire la crescita di batteri utili.
Il Ministero della Salute definisce prebiotico “una sostanza di origine alimentare non digeribile che, se somministrata in quantità adeguata, porta beneficio al consumatore grazie alla promozione selettiva della crescita e/o dell’attività di uno o più batteri già presenti nel tratto intestinale, o assunti contestualmente al prebiotico”.

I prebiotici sono fondamentalmente fibre alimentari solubili che si trovano nella frutta (ad esempio nella banana) e nella verdura (ad esempio negli asparagi, nella cipolla e nelle carote).

Grazie alle loro proprietà prebiotiche, le fibre alimentari vengono spesso utilizzate nelle formulazioni, unite ai probiotici, per fortificare l’effetto di quest’ultimi sulla flora intestinale e generare benefici all’intestino.